
Nuove cure efficaci per il disturbo ossessivo-compulsivo
Come guarire dalle ossessioni con psicofarmaci innovativi e nuovi percorsi di psicoterapia.
Negli ultimi decenni la cura del disturbo ossessivo-compulsivo (anche detto DOC) si è basata prevalentemente sulla prescrizione di farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Tuttavia, poiché una grande maggioranza di pazienti (tra il 40% ed il 60%) non risponde pienamente agli SSRI ed in generale alle strategie terapeutiche basate sulla modulazione del sistema serotoninergico, sono stati ricercati altri possibili bersagli terapeutici.
Quali sono le nuove cure per il disturbo ossessivo-compulsivo?
Come guarire dal disturbo ossessivo-compulsivo con psicofarmaci innovativi?
Recentemente la letteratura scientifica ha valutato il ruolo del glutammato, il principale neurotrasmettitore eccitatorio, nella fisiopatologia del disturbo ossessivo-compulsivo. Una serie di studi clinici, infatti, supporterebbero la potenziale efficacia dei farmaci che modulano il sistema glutammatergico.
Un’altra valida ipotesi è quella che vede protagonista, nella fisiopatologia del disturbo ossessivo-compulsivo, il sistema immunitario attraverso ricerche effettuate su bambini ed adulti. Nei bambini è stato ampiamente descritto un sottotipo di disturbo ossessivo-compulsivo derivante da infezioni del batterio streptococco β-emolitico di gruppo A. Tale disturbo immunitario è stato inserito in una sindrome comprendente “disturbi neuropsichiatrici pediatrici autoimmuni associati allo streptococco” (PANDAS). Negli adulti i risultati di queste ricerche sono deboli e controversi, anche se interessanti. Il glutammato ed il sistema immunitario, quindi, rappresentano due temi di ricerca molto promettenti per lo sviluppo di nuovi farmaci efficaci nel trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo (Marazziti et al., 2017).
In alcuni pazienti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo prove preliminari sembrerebbero a favore dell’uso di stimolanti, caffeina ad alte dosi, derivati dell’oppio, memantina, ondansetrone, ketamina e della stimolazione magnetica transcranica.
Sebbene limitati da piccole o modeste dimensioni del campione, disegni di studio aperti con brevi periodi di follow-up hanno suggerito che alcune di queste strategie terapeutiche potrebbero aiutare i pazienti che hanno risposto inadeguatamente ai trattamenti di prima linea.
I dati esistenti e le esigenze non completamente soddisfatte dei pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo giustificano, però, l’attenzione della ricerca al fine di verificare ulteriormente la sicurezza e l’efficacia di questi trattamenti. Allo stesso modo è fondamentale individuare interventi psicoterapeutici alternativi alla terapia cognitivo-comportamentale (CBT) i quali vanno attentamente valutati.
Nuovi percorsi psicoterapeutici prevedono l’utilizzo di programmi di accettazione ed impegno, riduzione delle idee di pericolo ed interventi coinvolgenti la tecnologia come la CBT computerizzata o la terapia di esposizione virtuale (Koran & Aboujaoude, 2017).
Una revisione della letteratura scientifica sull’efficacia dei trattamenti psicologici per il disturbo ossessivo-compulsivo e le presentazioni sintomatiche specifiche ha coinvolto 45 studi. Dai risultati la tecnica di esposizione con prevenzione della risposta (ERP) e la CBT sono risultate efficaci su sintomi specifici del disturbo ossessivo-compulsivo. Gli interventi più puramente cognitivi, che non includevano ERP o esperimenti comportamentali, sono risultati parzialmente efficaci, così come la terapia di accettazione ed impegno e l’intervista motivazionale.
Un altro intervento puramente cognitivo denominato terapia di riduzione delle idee di pericolo è risultato essere efficace per pazienti con ossessioni di contaminazione e compulsioni di lavaggio. Anche se ERP e CBT sembrerebbero i migliori trattamenti psicologici per il disturbo ossessivo-compulsivo sono necessarie ulteriori ricerche per aiutare a chiarire quali siano i trattamenti più efficaci per le diverse presentazioni sintomatologiche di questo disturbo (Ponniah et al., 2013).
Riferimenti bibliografici:
Marazziti D et al (2017). The glutamate and the immune systems: new targets for the pharmacological treatment of OCD. Curr Med Chem. [Epub ahead of print].
Ponniah K et al (2013). An update on the efficacy of psychological therapies in the treatment of obsessive-compulsive disorder in adults. J Obsessive Compuls Relat Disord. 2(2): 207-218.
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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

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