
Depressione mascherata: come si manifesta e come curarla
I sintomi depressivi possono comprendere un calo dell’umore e/o dolori muscolari alle gambe, alla testa, malessere fisico generale.
La depressione è una sindrome caratterizzata da sintomi specifici (quali umore depresso, perdita di interessi, disturbi del sonno, calo dell’appetito, difficoltà di concentrazione) o aspecifici. In caso di sintomi aspecifici si può parlare di Depressione mascherata, caratterizzata da sintomi fisici quali dolori muscolari alle gambe, cefalea, malessere fisico generale in assenza di un vero e proprio calo dell’umore.
Con il passare del tempo, ovviamente, sia il dolore acuto che cronico può indurre un umore depresso. La depressione, nel frattempo, può anche influenzare negativamente alcuni aspetti legati al dolore quali intensità dei sintomi e risposta al trattamento. Il dolore e la depressione possono influenzare, indipendentemente, la plasticità a lungo termine del sistema nervoso centrale (SNC). Alcuni cambiamenti nei circuiti neurali e nei percorsi di segnalazione molecolare possono essere alla base di questa complessa relazione tra dolore e depressione (Doan et al., 2015).
La comorbilità tra dolore e depressione, inoltre, è studiata in letteratura ed è associata ad un carico maggiore per l’individuo e per la società. La relazione tra dolore e depressione, però, è piuttosto complessa: occorre considerare più fattori, inclusa la neurobiologia condivisa, i fattori ambientali e le influenze cognitive (Goesling et al., 2013).
Quali sono le terapie più efficaci per la comorbilità tra dolore acuto, cronico e depressione?
I tre interventi psicosociali frequentemente utilizzati sono la terapia cognitivo-comportamentale, la terapia comportamentale operante e l’ipnosi.
Recenti studi clinici continuano a supportare l’uso della terapia cognitivo-comportamentale e della terapia comportamentale operante come terapia efficace per il dolore cronico. Aree importanti di ricerca includono un nuovo programma di esposizione sistematica alla paura correlata al dolore e l’adattamento della terapia cognitivo-comportamentale al dolore (ad esempio, su giovani con dolore secondario alla disabilità fisica).
Riguardo all’ipnosi, lavori recenti suggeriscono che l’ipnosi può fornire sollievo temporaneo dal dolore nella maggior parte degli individui con dolore cronico e che una sostanziale minoranza di questi pazienti sperimenta una riduzione clinicamente significativa del dolore nel tempo. La terapia cognitivo-comportamentale e la terapia comportamentale operante si concentrano su fattori che esacerbano o mantengono la sofferenza nel dolore cronico e dovrebbero essere considerati come parte di un paradigma di trattamento multidisciplinare (Molton et al., 2007).
Riferimenti bibliografici:
Goesling J et al (2013). Pain and depression: an integrative review of neurobiological and psychological factors. Curr Psychiatry Rep. 15(12): 421.
Molton IR et al (2007). Current psychological approaches to the management of chronic pain. Curr Opin Anaesthesiol. 20(5): 485-9.
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Dott.ssa Tiziana Corteccioni

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